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Fine.

C'è un punto in cui bisogna fare due conti e tracciare un bilancio provvisorio. È una cosa che sto facendo spesso, in queste ultime settimane, con esiti molto differenti. E arriva anche il punto in cui bisogna dare una svolta alla propria vita, in un senso o nell'altro.
C'è poco da dire, qualcuno l'aveva già intuito dalla mia sempre crescente mancanza di volontà nell'aggiornare questo spazio. D'altronde, io sono una persona ben diversa da quella che, il 25 dicembre 2008, (ri)apriva questo blog per sfogarsi, subito dopo la fine di una storia che preferisce non ricordare. Un giorno ti alzi, rileggi pagine indietro e senti un magone al pensiero di com'eri e come stavi.
Io sono cambiata, dicevo. In meglio od in peggio, non sta a me deciderlo. Ho smesso di farmi del male gratuitamente, sto tentando di far funzionare le cose a cui tengo veramente e a smetterla con pensieri infantili e pseudoadolescenziali. Ho smesso di dar retta a persone che avrei da tempo dovuto allontanare dalla mia vita, ho sollevato quel velo che le ricopriva e che mi aveva ingannato solo per vederle dissolversi alla luce del sole. E adesso chiudo questo periodo, qui ed ora, e chiudo anche questo blog.
Due anni e mezzo, più di 18 mila visite, quasi 500 post. Molte persone entrate ed uscite dalla mia vita, qualcuna importante che s'è fermata a farmi compagnia.. E come in tutte le storie, anche qui c'è una fine. Mi trasferisco di qua, ma tornerò ogni tanto a leggere quello che scrivete.

See ya, space Cowboys…

The Doors – The End;

© x_hysteria.

Si inventa una carriera sul web, il CSKA ci casca e lo ingaggia.

fonte;

MILANO - In panchina da una vita, aspettando il grande momento, l’occasione, la svolta. Che non arriva mai. Gregory Akcelrod, centrocampista francese di 27 anni, ha deciso di usare il web per inventarsi una carriera e, munito di un curriculum di tutto rispetto e di qualche paginata Google, di puntare dritto alla serie A e guadagnarsi un posto alla Cska di Sofia.

FAMOSO, MA SOLO SUL WEB - Una militanza (falsa) nel francese Paris Saint Germain e nell’argentino River Plate. Provini (falsi anche questi) nell’Inter e nel Dpmm del Brunei. Un sito internet con foto (ritoccate) e link. Una serie di video su Youtube che riportano gol spettacolari, che gli hanno valso il soprannome di «Gregorinho». Addirittura un’intervista in cui uno dei suoi amici, fintosi giornalista, lo paragona al campione spagnolo Joseph Guardiola definendolo suo degno successore. Anche un comunicato stampa in cui figura tra gli ambasciatori di Livestrong, l’associazione di Lance Armostrong per la lotta contro il cancro. Munito di link e tanta faccia tosta, Greg bussa l’estate scorsa alla porta del Cska Sofia, serie A della Bulgaria. Un team famoso, rispettato, con alle spalle la vittoria in 31 campionati bulgari e dieci coppe di Lega, in cerca di nuovi talenti per riprendersi lo scudetto che nella stagione precedente è andato alla rivale Levski Sofia. Greg sembra fare al caso loro e viene subito incluso nella rosa dei giocatori in partenza per il ritiro estivo in Austria.

SMASCHERATO DAI TIFOSI - Un fan del Cska, curioso e desideroso di saperne di più sul nuovo campione, decide di fare una piccola indagine e approda al forum di discussione su uno dei siti legati ai tifosi del Paris Saint Germain. Ma nessuno sa chi sia questo Greg. Qualche click, una rapida scorsa ai siti delle altre squadre citate nel suo impressionante curriculum: nessun risultato. Di Gregory Akcelrod si parla solo in oscuri club inglesi di quarta divisione, come il Bournemouth o lo Swidon, dove il giocatore ha sostenuto provini senza risultato. E sul sito del canale francese TF1, dove è nominato per aver partecipato alla trasmissione Tournez Manège per cuori solitari in cerca della dolce metà. Greg viene immediatamente convocato ed escluso dal ritiro. La sua carriera nella serie A bulgara è durata esattamente due giorni. E poteva approdare anche in Italia, visto che il 9 aprile 2008 la Gazzetta dello Sport segnalava un interessamento del Cagliari per Akcelrod.

Beh, male che vada la carriera universitaria, anche io posso spacciarmi per calciatore..

La vita è ‘na guera.

Riflessioni pseudo fisico-relativistiche ascoltando questa canzone. Probabilmente sono solo i postumi di una sera passata a studiare Basi di Dati. Ehi, non mento! La foto di seguito lo dimostra (oltre a farvi notare la desolazione della mia scrivania di fortuna).

La vita è 'na guera che tutti dovemo fà, 
La vita è 'na guera, nessuno se pò negà. 
La vita è 'n'avventura, la vita è 'na tristezza
La vita fa paura, perchè 
Nella vita nun c'è mai 'na certezza. 
Come quello che se sente grande e forte 
Cor petto in fori se ne v'affrontà er destino, 
Si dalla tua però nun c'hai pure la sorte 
Anche un gigante pò diventà 'n bambino. 
Che tristezza ahò… che tristezza: 
Nella vita nun c'è mai 'na certezza. 
La donna che pensavi ch'era solo tua 
E che giuravi ch'era dorce come er miele, 
Tu nun sapevi ch'era 'n'antra l'idea sua, 
Poi l'hai scoperto e t'è rimasto solo er fiele. 

Io sò pischello, c'ho vent'anni, questo è vero
Capisco poco de sta cazzo de vita. 

Ma damme retta, te lo dico e sò sincero, 
'na cosa me pare già d'avella capita… è che… 
La vita è 'na guera, sì la vita è 'n'avventura
La vita è 'na guera, sì la vita fa paura
La vita è 'na guera, sì la vita è 'na battaja
La vita è 'na guera, e cade pure chi nun sbaja
La vita è 'na guera, sì la vita è 'na scommessa
La vita è 'na guera, appena fatta l'hai già persa. 
La vita è 'na guera, ma pure se 'n faccia te sputa 
Rimane degna sempre d'esse vissuta! 

Mai, mai, mai, mai, nun lasciatte annà mai 
mai, mai, mai, mai, non lasciarti andare… 
L'amico che pensavi ch'era tuo davero 
E giuravi ch'era pure 'n confidente 
Davanti a te lui te fà crede ch'è sincero, ma… 
Alle spalle tue c'ha più veleno de 'n serpente. 

Poi ce stà quello che se sente abbandonato 
E co la robba ce se sballa e ce s'uccide
Lui de sto monno se n'è già dimenticato
, ma  
Chi jela spigne troppe vorte se la ride. 
Come quello che lavora pe 'na vita 
E la famija sua mantiene cor sudore, 
Lui la vecchiaia la vorebbe garantita, ma 
Viè troppo presto 'n corpo che je schianta er core 

La vita è 'na guera…

Radici nel Cemento.

Madre & Figlia.

È che la Sottoscritta assomiglia alla Genitrice molto più di quanto le piaccia ammettere. E non soltanto fisicamente, anche se gli occhi castani e miopi, i capelli castani mossi ricci, la bassezza e la corporatura esile sono caratteristiche di entrambe; ma sopratutto caratterialmente – negli aspetti peggiori, degli isterismi e del vittimismo. 
È che la Sottoscritta ha sempre tentato in un certo modo di essere simile alla Genitrice, dal momento che Lei s'è sempre mostrata come esempio di perfezione. E proprio per questo Mi è sempre sembrata così irraggiungibile – Lei, dall'alto dei suoi voti altissimi e delle borse di studio vinte; Lei, che a poco più di vent'anni ha tirato su una famiglia ed un figlio da sola, quando l'altro Genitore lavorava a Milano e scendeva soltanto una volta al mese; Lei, che a diciott'anni lavorava già di ruolo, e perfino quando andava a scuola già aiutava la propria famiglia dando ripetizioni alle "ragazze ricche"; Lei, che si è cresciuta da sola. Sempre Lei, Lei, Lei.
Forse è per questo che Lei ha sempre saputo così poco di me: ho sempre avuto timore di deluderla e di essere derisa, di essere additata come la solita stupida, povera ragazzina ingenua di casa. 
Chissà se ha mai immaginato quanto mi pesassero, all'epoca, quegli abbracci non dati perché la Mamma è stanca, quei rifiuti al contatto fisico, quei bambini con cui invece Lei parlava, che abbracciava, a cui sorrideva perché Guarda, c'è la Maestra!, ritornello presente ogni volta che entravamo in qualche negozio. E quelle confidenze non dette per paura della Sua presenza ingombrante, e sapere che Lei era scontenta di me.
Perché Lei voleva sempre che fossi non brava, ma la migliore, come lo era stata Lei: ricordo di pomeriggi interi passati davanti ad un foglio bianco finché il risultato non la soddisfaceva – o finché le mie lacrime e i miei pianti per i suoi rimproveri e le sue urla avevano attirato l'attenzione dell'altro Genitore. E i litigi, i Suoi isterismi, le Sue grida e la Sua mania di alzare le mani su di Me che ero troppo piccola e spaventata per opporre resistenza; il Suo prendersela con Me per qualcosa che Io non avevo fatto e che quasi sempre aveva fatto il Maggiore, che con i suoi dieci anni di maturità in più se la squagliava puntualmente. E il Suo veleno, il Suo non permettermi di uscire con le Mie amiche perché non sono vere amiche, ti tradiranno alla prima occasione, sei troppo stupida perché qualcuno possa interessarsi alla tua compagnia, non ti accorgi che ti stanno solo usando perché sei brava?, che mi hanno portato ad isolarmi negli anni in cui avrei voluto fare più amicizie. 
Forse è per questo che lei non sa nulla di me.
Sopratutto dal punto di vista sentimentale e sessuale. Seppe soltanto di una mia storia, e solo perché quel Lui mi aveva obbligato a dirglielo – e anche là fu solo capace di preoccuparsi per la differenza d'età, ritenendomi troppo ingenua ed immatura e raccomandandosi di non andare a casa sua.
Mi chiedo come la prenderebbe, se sapesse che non sono più vergine da tempo.
Un giorno, forse fra qualche anno, mi siederò ad un tavolino con Lei, con un tè fumante davanti, e Le racconterò cosa si è persa della mia adolescenza. La mia Prima Volta, la Rabbia cieca e la Disperazione, la Psicologia della scuola, i sogni infranti, le cotte mai dichiarate e le amicizie finite, i ritardi, i tradimenti affettivi e di sostanza, le aspettative e tutte quelle cose che da piccola sognavo di cambiare, ripetendomi un giorno e ritardando i momenti per non sentirmi sufficientemente pronta.
Ma non è un rimprovero, questo intervento. Non la reputo una cattiva madre; ne conosco di peggiori. Lei ha fatto del suo meglio, e con Me non è stato affatto facile; non le ho mai semplificato il compito: so che non sono mai stata quello che Lei voleva, so anche che non sono mai stata voluta – con candore me l'hanno confermato il giorno di Natale mia nonna e mia zia. A volte si lascia scappare che vorrebbe ci fosse l'Altra, al posto mio, quella che non è nata. A volte lo fa apposta per ferirmi, quando è particolarmente arrabbiata. Le cose ripetute più volte, per quanto possano aver fatto male, attenuano il loro effetto e alla fine scivolano semplicemente addosso.

Quindici ore.

« La forza elettromotrice indotta in un circuito chiuso da un campo magnetico è pari all'opposto della variazione del flusso magnetico del campo attraverso l'area abbracciata dal circuito nell'unità di tempo. »

Ce la farò..